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La redazione di IRLP accoglie con molto piacere la seconda uscita della nostra collana di e-book di critica poetica, intitolata VISIONI. Dopo Lettera a un giovane poeta in Italia (2014) di Davide Nota, è la volta di Nomadismo e postmoderno in letteratura di Stefano Guglielmin.

Si tratta, in questo caso, di un testo eterodosso e eterogeneo tanto in sé quanto rispetto alle finalità della nostra rivista online. L’antologia di saggi critici di Stefano Guglielmin, infatti, comprende una serie di testi tratti dalle sue precedenti pubblicazioni, edite – Scritti nomadi. Spaesamento e erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009) e Blanc de ta nuque, uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea (Le Voci della Luna, 2011) – o inedite in forma cartacea. Ringraziamo, a questo proposito, le case editrici citate per la gentile concessione dei diritti di ripubblicazione online.

Nomadismo e postmoderno, d’altro canto, è una pubblicazione eterodossa ed eterogenea anche rispetto alle caratteristiche fondanti di IRLP: a differenza dei saggi pubblicati sul sito, infatti, nel libro di Guglielmin il confronto con il textus è limitato – vi si trovano, ad esempio, le analisi di Prosa in prosa (Le Lettere, 2010) e di alcune opere di Tiziano Salari, tra le quali il “dialogo sulla poesia” con Mario Fresa Il grido del vetraio (Nuova Frontiera, 2005) – mentre si privilegia nettamente un côté della riflessione che è più filosofico e teorico.

L’esito di questo percorso, tuttavia, è del tutto in linea con l’impostazione di questo sito, allorché i materiali presenti nell’antologia si pongono come necessario complemento e approfondimento dell’attività critica svolta da Guglielmin in rete, sul blog Blanc de ta nuque, e, soprattutto, ciò permette all’autore di avanzare, in chiusura, un canone del secondo Novecento – “L’improvviso e il lucente” – che non è velleitaria imposizione di nomi e amicizie, ma logico sbocco di un tragitto articolato in forme molteplici.

In ultima analisi, infatti, è l’articolazione, idiosincratica ma non per questo meno raffinata, dei concetti di nomadismo e postmoderno, enunciati nel titolo dell’antologia, a prevalere, senza essere schiacciati dal gergo accademico, in un caso deleuziano e nell’altro jamesoniano (con tutti i rischi e le esposizioni che ciò comporta).

Un ultimo appunto, prima di lasciare alla lettura: la posizione filosofico-teorica di Guglielmin è chiaramente radicata nella filosofia heideggeriana e nei suoi riverberi estetici, portandolo non di rado a confrontarsi con la “realtà” e “le cose”. Partendo da questa prospettiva, Guglielmin si dichiara esplicitamente alla ricerca di un “valore di verità” (Vattimo) nelle opere, che non corrisponde né alle posizioni della critica marxista, né alla pratica della poesia come forma conoscenza, né all’analisi metrico-stilistica, né ad altre impostazioni ancora, che invece ricorrono negli orientamenti della redazione di IRLP e nei saggi dei passati contributors. IRLP rimane, insomma, un luogo aperto, dove il confronto – reso, già nell’insegna stessa di questo spazio, In Realtà, La Poesia, già foriera di molti equivoci su “realismo”, New Realism e quant’altro – avviene con tutte le differenti posizioni che possono scaturire dal dialogo nel quale siamo immersi.

Questo ci sembra un primo dato di fatto, cui non vogliamo ancora rinunciare.

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Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI). Laureato in filosofia, insegna lettere presso il locale liceo artistico. Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del gruppo "Fara", 1985), Logoshima (Firenze Libri, 1988), come a beato confine (Book editore, 2003), La distanza immedicata / the immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006), C'è bufera dentro la madre (L'arcolaio, 2010), Le volpi gridano in giardino (CFR Edizioni, 2013) e i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009) e Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea (Le Voci della Luna, 2011). In primavera uscirà il saggio Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità, per Moretti&Vitali Editore. È presente in alcune antologie, fra le quali Il presente della poesia italiana, curata da C. Dentali e S. Salvi (LietoColle, 2006) e Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos, a cura di E. Reginato (Monte Avila, 2008). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Gestisce il Blog Blanc de ta nuque. Dirige le collane di poesia "Laboratorio" per le edizioni "L'Arcolaio", "Segni" per conto de "Le Voci della Luna" e, assieme a M. Ferrari e M. Morasso, "Format" della "Puntoacapo Editrice".