Con In realtà, la poesia non vogliamo canonizzare il contemporaneo, né privilegiare una forma di poesia o poetica o una interpretazione di realtà che ne escluda e discrimini altre. Ci piace pensare a questo progetto come a una convergenza di sguardi e sensibilità diverse, in grado di recepire la poesia come uno strumento interpretativo della realtà alternativo ai paradigmi ed al discorso dominanti, restituendole dignità e credibilità
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Posts tagged "editoriale"
Editoriale n.10: La critica è una passione?

Editoriale n.10: La critica è una passione?

Se mi permetto di rievocare il titolo di una poesia sereniana (La poesia è una passione?) in apertura a questo editoriale, lo faccio perché un grande interrogativo ci si è posto, con forza, allo scadere del secondo bando del Premio per la Critica. Cominciamo dai fatti bruti: a fronte di un bando a nostro parere...
Editoriale 9: Rifrangenze della critica

Editoriale 9: Rifrangenze della critica

Qualche tempo fa abbiamo chiesto a tutti i collaboratori di “In realtà, la poesia” di compilare una breve scheda personale in forma di questionario. L’idea alla base, da sempre cara al nostro progetto, è stata quella di incoraggiare una riflessione meta-critica, esplicitando il valore della critica in termini di prassi più che di teoria, di...
Editoriale 7: Sulla prima edizione del “Premio IRLP per la Critica”

Editoriale 7: Sulla prima edizione del “Premio IRLP per la Critica”

La morte o agonia della critica è un argomento di moda nei salotti intellettuali; si presta ad analisi approfondite sul contesto sociale e tardo-capitalistico che ci circonda. Tutto ciò è bene, è talora illuminante ma… trascura un nodo centrale: la meno eroica ma in ultima istanza più utile analisi dei prodotti stessi della critica per...
Editoriale 6: Pausa di riflessione

Editoriale 6: Pausa di riflessione

Cari amici e amiche di IRLP, quest’anno la nostra pausa estiva, che comincia con la pubblicazione di questo editoriale e terminerà l’ultima settimana di settembre, sarà, in primo luogo, una pausa di riflessione. Ci interrogheremo, come del resto stiamo già facendo, costantemente, da un anno e mezzo a questa parte, sulle caratteristiche e sulle prospettive...
Editoriale 4 (parte 2): Poesia dell'allarme

Editoriale 4 (parte 2): Poesia dell’allarme

Matteo Marchesini, nel suo Poesia senza gergo (Gaffi, 2012), ha proposto una modalità di lettura della poesia contemporanea che, messa in relazione con il lavoro e gli obiettivi di In realtà, la poesia, può aiutarci a capire un po’ meglio quali possano essere gli spazi della nostra militanza: una militanza, lo ribadiamo, che ha deciso...
Editoriale 4 (parte 1): Contro le cose?

Editoriale 4 (parte 1): Contro le cose?

da/bar È di qualche giorno fa la nota, diffusa tramite Facebook, di Andrea Ponso, intitolata “Perché la poesia italiana contemporanea è morente e l’ebraico è vivo. Alcuni appunti”. Le osservazioni in forma d’appunto di Ponso, che hanno scatenato una sfilza di commenti sul suo profilo, hanno una superficie intenzionalmente polemica (già a partire dal titolo:...
Editoriale n.3: Nuovi orizzonti e prospettive future

Editoriale n.3: Nuovi orizzonti e prospettive future

I saggi di Elena Paroli e Michele Ortore riflettono su testi molto lontani nel tempo e diversi tra loro, come, rispettivamente, una “Una visita in fabbrica” (dagli Strumenti umani, del 1965) di Vittorio Sereni e la raccolta Le sostanze (Atelier 2011) di Alberto Casadei. Oltre a riflettere l’apertura dell’orizzonte critico di “In Realtà, La Poesia”...
Editoriale n.2: Intermittenze e realtà

Editoriale n.2: Intermittenze e realtà

1. « Sembra oggi inevitabile che la libertà creativa debba essere condizionata, prima ancora che a una lunga ‘recensione alla realtà’, a un preliminare dibattito sull’interpretazione della medesima. » [1] Così, oltre mezzo secolo fa, Sereni esprimeva il suo scontento per quell’esigenza di programmaticità nella scrittura che era propria di movimenti pur diversissimi tra loro,...
Editoriale n.1 - A che punto è la notte (?)

Editoriale n.1 – A che punto è la notte (?)

I Nel 1962, Amelia Rosselli scriveva che « La realtà è così pesante che la mano si stanca, e nessuna forma la può contenere» [1]. Se ciò è vero, conoscere è appropriarsi di un metodo, dunque: non dell’oggetto in sé, ma delle sue declinazioni. Un metodo, per definizione[2], non è mai costitutivo di alcunché. Al contrario,...