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Che significato o funzione ha per te l’attività critica che svolgi in rete o altrove?

Fondamentale sia per un critico critico sia per un autore. Sono convinto che fra l’attività critica e quella di un autore di versi ci sia una necessaria sinergia. La propria poesia si nutre anche di quanto scrivono gli altri. Diciamo che l’autore che si cimenti con la critica può avere delle libertà che un critico critico non ha, nel senso che quest’ultimo deve tenere sempre conto anche di un contesto letterario, mentre un autore può anche dedicarsi solo a certi poeti e ignorarne altri.

A quali autori o tematiche ti interessi particolarmente? Perché?

Poesia anglo americane e italiana in primo luogo, con incursioni nella narrativa latino americana. Quanto alle termatiche, non ci sono preclusioni, diciamo che mi interessa molto una poetica che si rifaccia all’epica e tenti di tradurla nella contemporaneità. Quanto a perché mi rivolgo in particolare alle aree lingusitiche citate è presto detto: di formazione sono anglista. Eliot, Stevens Moor e Walcott sono constanti riferimenti. Della narrativa latino americana apprezzo il realismo magico. Sto imparando il tedesco per dedicarmi maggiormente anche a certi poeti di quella lingua: Heym in particolare.

Quali metodi o approcci di lettura/analisi/interpretazione prediligi?

Nessuna in particolare, ma un intreccio fra lettura testuale, contesto culturale e storia. Dipende anche dagli autori e faccio un esempio che riguarda proprio gli inglesi e gli americani e uno in particolare: Stevens. Una delle caratteristiche della lingua inglese è la polisemanticità del lessico. Per un poeta come Stevens, che gioca moltissimo con questa caratteristica della lingua, un metodo rigorosamente testuale è necessario prima di affrontare altri problemi.

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Franco Romanò

Franco Romanò ha pubblicato i libri di poesia Le radici immaginarie, Campanotto (1995) e L’epoca e i giorni, Viennepierre nel 2008, recensito dalla rivista di italianistica statunitense Gradiva per la penna di Luigi Fontanella. Sulla stessa rivista, Alessandro Carrera gli ha dedicato un saggio che prende in considerazione l’insieme della sua opera poetica e narrativa. Come critico è presente nella terza e quarta edizione dell'Annuario di Poesia Crocetti 2000 e 2002, a cura di Guido Oldani, con saggi su Eliot. Nel mese di maggio del 2003 ha pubblicato il romanzo Lenti a distacco per le edizioni Excogita di Luciana Bianciardi, segnalato nell'edizione 2004 del Premio 'Sulle tracce di Ada Negri'. Nel 2008 fonda il Blog Agenda di scrittore. Dal 2009 è collaboratore della rivista Smerilliana, diretta da Enrico D’Angelo. Nel 2010 un suo saggio dal titolo Between e dish of fruit and a comet è stato letto al convegno nazionale della Wallace Stevens society all'Università di Luiseville. Nel 2011, pubblica per l'editore Vanillaebook l'atto unico teatrale La cantaora y el duende, scritto insieme a Loretta Sebastianelli, rappresentato dalla compagnia teatrale Fandabù nel 2015 per la regia di Laura Vanacore.

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