michele ortore

Che significato o funzione ha per te l’attività critica che svolgi in rete o altrove?

Nella mia attività critica cerco di raccordare, attraverso un’analisi il più possibile vincolata al testo, strumenti interpretativi di natura diversa, che spesso mi servono a richiamare informazioni e tracciare collegamenti fra i campi del sapere di cui m’interesso: a volte non sono neanche del tutto consapevole di possedere nel mio bagaglio culturale gli elementi che poi, di fatto, utilizzo nell’analisi critica. Fare critica in rete è senz’altro un ottimo modo di essere aggiornati sulla produzione poetica più recente e di ampliare il confronto diretto con gli autori. Al di là della ricerca accademica, i miei interventi critici in contesti “reali” sono limitati (all’incirca 1/2 all’anno): trovo però che confrontarsi con platee reali (soprattutto se studentesche) sia fondamentale nel valutare le capacità effettivamente divulgative della propria attività critica.

A quali autori o tematiche ti interessi particolarmente? Perché?

Il rapporto tra la poesia ed il teatro, la scienza, la spiritualità. Non ho, comunque, limiti stabili ai miei interessi. Credo che la poesia possare citare un qualche ruolo nella contemporaneità soltanto a patto di saper inglobare e declinare la vastità dei saperi in una forma estetica coesa e performativa. Ecco perché non sono particolarmente interessato alle produzioni poetiche già inquadrate in scuole, canoni e semicanoni critici.

Quali metodi o approcci di lettura/analisi/interpretazione prediligi?

Stilistica, linguistica. Soltanto in un secondo momento cerco di sfruttare i dati raccolti per confronti con settori diversi dell’arte o del sapere: in questo caso cerco, soprattutto, di esplicitare i nessi che mi portano ad un certo accostamento e di evitare in ogni modo l’apodissi mascherata col gergo.

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Michele Ortore

Michele Ortore è nato a San Benedetto del Tronto nel 1987. Le sue poesie sono apparse nelle antologie di premi nazionali, fra cui i più recenti sono Poesia di strada 2010 e Il lago verde 2011, e su diverse riviste e lit-blog (ArgoLa poesia e lo spiritoPoetarum silvaNeobar; sul quotidiano La Stampa a cura di Maurizio Cucchi). Con la plaquette Corde nel vuoto è stato finalista del concorso Opera Prima di Poesia 2.0. In corso di pubblicazione, la raccolta Buonanotte occhi di Elsa (Vydia) e lo studio monografico La lingua della divulgazione astronomica oggi (Fabrizio Serra). Nel duo Eccessivamente lirici, insieme al pianista Gianluca Angelici, legge i suoi testi a Roma e nelle Marche. È giornalista pubblicista e ha scritto di teatro e poesia per AtelierKLPteatroPACUT e i Quaderni del Teatro di Roma.