Silvia-Morotti

Che significato o funzione ha per te l’attività critica che svolgi in rete o altrove?

Mi sono avvicinata alla critica grazie ad Elena Salibra, studiosa di Letteratura Italiana e poetessa. Ho cominciato a collaborare con la rivista “Soglie” e, saltuariamente, con altre riviste letterarie. Se, come dice Eliot, la letteratura è un ininterrotto dialogo, la critica è una voce tra le altre. Non so quanto sia necessaria, ma mi fa piacere che esista.

A quali autori o tematiche ti interessi particolarmente? Perché?

Mi interessa la vocazione teatrale della scrittura (in generale) e della poesia (in particolare). Credo che si possa interpretare gran parte della poesia moderna e contemporanea alla luce di un episodio del Malte di Rilke: il piccolo Malte si traveste davanti allo specchio, la maschera che indossa ha un odore stranamente vuoto; il bambino si sente soffocare e sviene, mentre tutti intorno credono che si tratti di un gioco.

Quali metodi o approcci di lettura/analisi/interpretazione prediligi?

Prediligo l’analisi testuale: sono sicura che, come scrive Borges, “noi sentiamo la bellezza della poesia prima ancora di pensare al suo significato”, ma al tempo stesso ritengo che, avvertita la bellezza, sia naturale entrare nel testo, cercare di comprenderlo, analizzarlo, per poi tornare a quella bellezza “sentita”… un po’ come  ascoltare una musica, leggerne lo spartito e riascoltarla di nuovo.

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Silvia Morotti

Silvia Morotti nasce a Camaiore l’11 marzo 1972. Nel 1997 si laurea in Lettere (110 e lode), presso l’Università di Pisa (relatrice: Elena Salibra), con una tesi di letteratura italiana, intitolata La poesia di  Corazzini dalle forme chiuse ai versi liberi, vincitrice della XV edizione del Premio E. Montale. Dal 1999 collabora con la rivista “Soglie” (Quadrimestrale di Poesia e Critica Letteraria); dal 2001 al 2010, tiene, come docente a contratto, laboratori di scrittura italiana presso l’università di Pisa; nel giugno 2009 consegue il Dottorato di ricerca in Studi Italianistici con la tesi Corazzini, Gozzano e Soffici. La teatralizzazione del discorso lirico nella poesia del primo Novecento (relatrice: Elena Salibra). Nel novembre 2011 pubblica con Lampi di Stampa I fuochi di Sant’Ermete per la collana Festival (diretta da Valentino Ronchi). Nel marzo 2013 su “Poesia” sono apparsi inediti tratti dalla silloge Il sarto in certi romanzi (cfr. rubrica di Maria Grazia Calandrone). Nello stesso anno, presso l’editore Bonanno pubblica il saggio Guido Gozzano. La silloge Il sarto in certi romanzi sarà pubblicata a breve dalla Perrone Editore (primo premio concorso Walter Mauro).