lorenzo mari

Che significato o funzione ha per te l’attività critica che svolgi in rete o altrove?

Pur non essendoci diversità d’impostazione, l’attività critica nel web non è del tutto sovrapponibile a quella che si fa in altri luoghi, perché in rete si tende a una comunicazione più immediata, quantitativamente ridotta e semplificata. Alcuni siti dedicati alla critica offrono una prospettiva più ampia – questo è anche l’obiettivo che ci siamo dati con IRLP – ma la rete si può sfruttare, in primo luogo, come vetrina o primo contatto, il quale, poi, dovrà per forza tornare in uno spazio pubblico concreto, se non vuole essere divorato dai meccanismi stessi del web, dei quali (e parlo in prima persona) spesso non si è del tutto consapevoli.

A quali autori o tematiche ti interessi particolarmente? Perché?

Non pongo interessi specifici prima e al di sopra della lettura del testo, perché intendo la militanza critica non tanto come costruzione di un canone chiuso, quanto come lavoro onnivoro, che si deve poter confrontare con qualsiasi forma e orientamento, testuale e autoriale, per poi trarne le proprie conclusioni.

Quali metodi o approcci di lettura/analisi/interpretazione prediligi?

Accanto ai metodi o approcci di lettura più tradizionali, che mantengono tutta la loro validità, cerco di affrontare il testo con gli strumenti della teoria culturale, una deformazione ‘professionale’ proveniente dalla mia formazione e dalle attività di ricerca che sto conducendo. Credo di fornire spesso letture en artiste, sperando che la mia consapevolezza al riguardo ne freni il sempre possibile impressionismo.

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Lorenzo Mari

Lorenzo Mari (Mantova, 1984) vive e lavora a Bologna. Ha pubblicato le sillogi libere sequele (Gazebo, 2004), pellegrinaggio senza Endimione (Inventario Senese, 2007 – V premio Alessandro Tanzi) e Minuta di silenzio (L’Arcolaio, 2009). È presente nelle antologie Nella borsa del viandante, a cura di Chiara de Luca (Fara, 2009) e La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta, a cura di Matteo Fantuzzi (Ladolfi, 2011). Traduce narrativa e poesia dall’inglese e dallo spagnolo: la traduzione più recente, in ordine di tempo, è la plaquette poetica di David Eloy Rodríguez Il desiderio è un ospite (L’Arca Felice, 2012).