stefano guglielmin

Che significato o funzione ha per te l’attività critica che svolgi in rete o altrove?

Una funzione pedagogica in rete (mira infatti a far conoscere autori di valore, dando delle nozioni critiche fondamentali alla definizione di quel particolare oggetto che si chiama “poesia”). Nei libri e nelle recensioni su riviste specializzate, rimane l’elemento pedagogico, ma prevale la riflessione sul rapporto fra poesia e verità entro l’assunto “finitezza”.
A quali autori o tematiche ti interessi particolarmente? Perché?

Come riferivo sopra, mi interessa riconoscere i differenti modi in cui la finitezza si coniuga nella parola, tenendo conto anche dei linguaggi della contemporaneità, di come essi entrano nel discorso poetico della singolarità. Gli autori sono perciò tutti coloro che riescono, meglio di altri, a mettere in opera questa complessità.
Quali metodi o approcci di lettura/analisi/interpretazione prediligi?

Prediligo l’analisi tematica combinata con  analisi di quegli aspetti retorici, che meglio hanno valenza significante. In poche parole l’approccio ermeneutico-filosofico (spesso d’impianto ontologico) e l’indagine stilistica.

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Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI). Laureato in filosofia, insegna lettere presso il locale liceo artistico. Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del gruppo "Fara", 1985), Logoshima (Firenze Libri, 1988), come a beato confine (Book editore, 2003), La distanza immedicata / the immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006), C'è bufera dentro la madre (L'arcolaio, 2010), Le volpi gridano in giardino (CFR Edizioni, 2013) e i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009) e Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea (Le Voci della Luna, 2011). In primavera uscirà il saggio Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità, per Moretti&Vitali Editore. È presente in alcune antologie, fra le quali Il presente della poesia italiana, curata da C. Dentali e S. Salvi (LietoColle, 2006) e Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos, a cura di E. Reginato (Monte Avila, 2008). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. Gestisce il Blog Blanc de ta nuque. Dirige le collane di poesia "Laboratorio" per le edizioni "L'Arcolaio", "Segni" per conto de "Le Voci della Luna" e, assieme a M. Ferrari e M. Morasso, "Format" della "Puntoacapo Editrice".