Con In realtà, la poesia non vogliamo canonizzare il contemporaneo, né privilegiare una forma di poesia o poetica o una interpretazione di realtà che ne escluda e discrimini altre. Ci piace pensare a questo progetto come a una convergenza di sguardi e sensibilità diverse, in grado di recepire la poesia come uno strumento interpretativo della realtà alternativo ai paradigmi ed al discorso dominanti, restituendole dignità e credibilità
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Mari Lorenzo
Il mondo nelle cose fino alle parole, fino al ritmo sintattico del dolore

Il mondo nelle cose fino alle parole, fino al ritmo sintattico del dolore

Pur non essendo un fine conoscitore dell’opera poetica di Nadia Agustoni, la sua lettura, compagna di viaggio da tempo, si è ormai instaurata nel mio orecchio come un lento e maestoso crescendo. Si nota, si sente un affinarsi negli anni che rifiuta il modello della maturazione, quando questa sia intesa come fossilizzazione, anche in occasione...
Editoriale 4 (parte 1): Contro le cose?

Editoriale 4 (parte 1): Contro le cose?

da/bar È di qualche giorno fa la nota, diffusa tramite Facebook, di Andrea Ponso, intitolata “Perché la poesia italiana contemporanea è morente e l’ebraico è vivo. Alcuni appunti”. Le osservazioni in forma d’appunto di Ponso, che hanno scatenato una sfilza di commenti sul suo profilo, hanno una superficie intenzionalmente polemica (già a partire dal titolo:...
Stelle nelle radici, radici in grembo. 'Supernova' di Fabiano Alborghetti

Stelle nelle radici, radici in grembo. ‘Supernova’ di Fabiano Alborghetti

1. Malgrado la costruzione architetturale, la ripetizione di alcuni campi semantici caratterizzanti (su tutti: “luce/ombra” e “stasi/movimento”) e la presenza di un tropo di riferimento stabile (evocato già a partire dal titolo del libro e spiegato da un’assai esplicita Nota finale), i dodici testi che compongono la breve ma intensa plaquette di Fabiano Alborghetti Supernova...