Davide Castiglione foto per IRLP

Che significato o funzione ha per te l’attività critica che svolgi in rete o altrove?

Per me la critica dovrebbe essere un servizio coraggioso e onesto nei confronti di autori e lettori, alla stregua di un lavoro (retribuito) di consulenza o di mediazione culturale, a seconda dei casi. Per assolvere a questa funzione concepisco il critico come strumento anziché partecipante – questo non significa restare distaccati di fronte al sé lettore; piuttosto, significa oggettivizzare la propria reazione nella scrittura critica, che vorrei accurata ma democratica. Quando faccio critica in rete, cerco di combinare militanza e descrizione, proponendo giudizi di merito senza lasciarmi guidare da questi. A seconda degli scopi, la mia attività critica in rete vuole 1) dare visibilità ad autori emergenti o poco discussi; 2) rilevare problemi espressivi o ricorrenze lessicali/strutturali; e 3) avanzare notazioni tecniche che siano motivo di riflessione  (e perché no, di cambiamento) per l’autore in questione – aspetto per alcuni intollerabile ma per me utile e irrinunciabile.

A quali autori o tematiche ti interessi particolarmente? Perché?

In ambito accademico ho scritto su Vittorio Sereni, sul quale mi sono laureato. Tuttavia, nonostante autori a me carissimi (Sereni, Fortini, Stevens, Auden, Cattafi, De Angelis…), la trattazione dell’autore singolo mi interessa poco a livello saggistico – mi sembra ci sia un po’ una sorta di ossessione autoriale. Preferisco approfondire temi trasversali a partire da un campione di testi o un gruppo di autori (ho saggi in preparazione su scrittura maschile vs. femminile, rappresentazione della crisi). Insomma, mi ritengo studioso di questioni di poetica piuttosto che portato alla monografia. Da questa panoramica escludo ovviamente recensioni e note private.

Quali metodi o approcci di lettura/analisi/interpretazione prediligi?

Per interesse personale prima e formazione poi, il metodo retorico-stilistico. In fondo, credo che tutti gli altri approcci, essendo meno fenomenici o empirici, debbano dipendere da una delucidazione iniziale delle forme, dei modi espressivi, delle strategie compositive. Del resto, solo una analisi lessicale seria permette di accedere in maniera non pregiudiziale alle tematiche affrontate da un’opera o un autore; solo un rinvenimento di affinità o divergenze linguistiche consente di risalire alle differenze di poetiche, non viceversa. Dunque, linguistica applicata, semiotica, filosofia del linguaggio e scienze cognitive (per studiare la reazione dei lettori) sono gli strumenti ai quali attingo più volentieri.

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Davide Castiglione è nato ad Alessandria nel 1985. Nel 2010 si è laureato all’Università di Pavia, con una tesi dal titolo Sereni traduttore di Williams. Da settembre 2011 vive a Nottingham (UK), dove conduce un dottorato di ricerca in poesia contemporanea e stilistica.  Ha vinto, nel 2008, ai concorsi «I poeti laureandi» e «Subway». Ha pubblicato la raccolta Per ogni frazione (Campanotto,  by CouponDropDown Udine 2010), segnalata al Premio ‘Lorenzo Montano’ 2011. Cura il sito personale www.castiglionedav.altervista.org, è nella redazione della rivista dopotutto  e recensisce per i siti www.criticaletteraria.org e www.giardinodeipoeti.wordpress.com. Saggi: Le cose, le cose, le cose. Le cose. Svuotamento e stallo nella poesia recente, in «In realtà, la poesia», novembre 2013 The semantics of difficult poems: Deriving a checklist of linguistic phenomena, in «Journal of Literary Semantics», 42(1), pp. 115-140, giugno 2013 Sereni e il processo traduttivo: analisi sincronica e diacronica di una versione da Williams, in «Strumenti Critici», XXVIII, 2, pp. 267-288, maggio 2013  Analisi testuali: Poem Shot, vol. 1. Traversate di testi esemplari da 15 autori italiani, in «Poesia 2.0», novembre 2013