luca benassi

Che significato o funzione ha per te l’attività critica che svolgi in rete o altrove?

Cerco, per quanto possibile, di far conoscere e valorizzare autori giovani o esordienti. Parimenti cerco di dare al mio lavoro una funzione riparatoria verso poeti (o libri) pubblicati da editori minori e che rischiano di passare ingiustamente inosservati: vi è una paurosa forbice fra valore delle opere e importanza e diffusione delle edizioni che le ospitano; la critica si è adagiata su questa mediocrità letteraria, diventando essa stessa un forma di pubblicità che, nelle bandelle e nelle quarte di copertina, assomiglia sempre più a etichette di detersivi. Opere e poetiche devono essere riportate al centro, dimenticando la rinomanza dell’editore. In questa funzione di (ri)equilibratura, la critica dovrebbe rinunciare a spiegare il testo: una poesia illeggibile non diventa improvvisamente comprensibile perché un critico la spiega; si è data a questa funzione di tramite necessario, tipico della critica d’arte, un’eccessiva importanza. Ho una particolare attenzione alle capacità comunicative della poesia della quale mi occupo.

A quali autori o tematiche ti interessi particolarmente? Perché?

Mi occupo prevalentemente di poeti e poetesse che non hanno trovato un adeguato spazio critico ed editoriale rispetto all’effettivo valore della produzione poetica. Lo faccio attraverso la critica militante e soprattutto le recensioni. Mi interesso di poesia delle donne, curando una rubrica sul mensile noidonne, che fra l’altro non è rivista del settore: ogni mese presento un’autrice, spesso sconosciuta al grande pubblico. Ho curato i profili critici di Lucianna Argentino, Domenico Cipriano, Giovanni Giudici, Maria Luisa Spaziani, Fabrizio Dall’Aglio, Gianmario Lucini. Ho curato le antologie monografiche di Cristina Annino, Achille Serrao, Dante Maffìa.

Quali metodi o approcci di lettura/analisi/interpretazione prediligi?

Similmente a Paolo Lagazzi, non amo la critica chirurgica, che renda una recensione simile a un referto ospedaliero. Amo evidenziare l’aspetto umano, l’incandescenza e il portato emozionale dei testi, cerco di cogliere (e di far cogliere in chi mi legge) quella spinta dello spirito che porta la parola a farsi poesia. Ciò mi rende indulgente anche nei confronti di una poesia debole formalmente, ma sorretta da un’onestà profonda come la intendeva Saba. Credo in una critica sinestetica, in grado di tessere rapporti con altre forme d’arte, ma anche con la Storia e le Scienze.

The following two tabs change content below.
Luca Benassi è nato a Roma nel 1976 dove vive e lavora. Ha pubblicato le raccolte poetiche Nei Margini della Storia, (2000), I Fasti del Grigio (2005), L’onore della polvere (2009) e le plaquette Di me diranno (2011) e il guado della neve (2012). Ha tradotto De Weg del poeta fiammingo Germain Droogenbroodt (Il Cammino, 2002). È nella redazione di Punto Almanacco della poesia italiana. Ha pubblicato la raccolta di saggi critici “Rivi strozzati poeti italiani negli anni duemila” (2010). Insieme a Manuel Cohen e Salvatore Ritrovato dirige la collana Percorsi della Puntoacapo editrice. Il suo sito web è http://copertischianti.blogspot.it/ La sua e-mail è poesiabenassi@gmail.com

Ultimi post di Luca Benassi (vedi tutti)